Una ricerca sui cognomi fannesi: dal quattrocento al novecento

Amat, Alessandrini

Bernardon, Bortoli, Bortolo, Brun, Brun del Re, Bruni

Cadel, Calligaro, Cassini, Cimarosti, Corrado, Cristofoli

D'Agnolo, Davit, De Cecco, De Giusti, De Marco, Di Lena, Di Luzio, Di Michiel, De Spirt

Fabiani, Fabris, Fannio, Ferrarin, Franceschina

Girolami, Girolamo

Lovisa

Maddalena, Manarin, Marchi, Marcon, Marus, Mazzoli, Mian, Mion

Narduzzo

Pavan, Penzi, Petrucco, Plateo

Ragogna, Reggio, Ret, Roman, Rosa

Sacchi, Segatto, Stellon

Tat, Toffoli, Toffolo, Tramontin, Tuis

Vallan

Zanetti, Zanussi

 

chiesadifanna

Edificio neoclassico costruito agli inizi dell’ottocento su progetto di Stefano Marchi di Stevenà; affrescata da G. Carlo Bevilacqua nel 1829 con tre riquadri sul soffitto della navata (Cristo risorto, la discesa dello Spirito Santo, la consegna delle chiavi). Nell’abside un dipinto del poeta-pittore-patriota Vittorio Cadel (+1917) rappresenta Cristo che cammina sulle acque. La pala di San Martino è opera del pittore fiammingo Giovanni Moro (1662). Gli stalli del coro offrono pregevoli intagli (sec. XVII).

chiesa 

 

santuario

Costruzione antichissima nota anche come Santuario della Madonna di Strada o Santa Maria di mercadello fin dal 981. E’ considerato dagli storici il più antico santuario mariano del Friuli.

Pare che l’attuale santuario, almeno nelle sue principali mura, sia stato innalzato nel 1356 su commissione di Giovanni Malagrini, possidente di Fanna, ...in remissione dei suoi peccati e affidato al piovano di San Remigio (ora Cavasso Nuovo). Solo nel 1757 una ducale di Francesco Loredan sanzionò la dipendenza di Madonna di Strada dalla Parrocchia di Fanna.
L’edificio ha subito molti rifacimenti fra il 1400 e il 1700, tanto che si pensa che della vecchia chiesa sia rimasta l’attuale abside con l’affresco dell’Annunciazione. Il campanile e la sacrestia sono stati edificati nel 1733.

La chiesa, nello stato attuale, fu costruita negli anni 1886-1899 quale moto spontaneo dei popolani di Fanna.
Il soffitto fu affrescato dal poeta-pittore-patriota Vittorio Cadel (1884 +1917) con una scena dell’Incoronazione della Vergine e quattro medaglioni di Santi.
La statua policroma oggi venerata dai fedeli è attribuibile al Pilacorte (sec. XIV) e rappresenta Maria che sorregge il Bambino con in mano una pergamena su cui è scritto “Io sono la vita”. La tradizione recita che sia un “ex voto” elargito da un castellano dei Signori di Polcenigo, salvatosi a stento da una piena improvvisa del vicino torrente Colvera.

Sembra che alla fine del 1400 la chiesa fosse del tutto cadente e l’immagine di Maria abbandonata. La leggenda narra, infatti, di un ritrovamento della statua in mezzo ai cespugli e di tre tantativi di portarla nella Pieve di San Remigio, che immancabilmente si risolvevano con l’immagine ritornata sulle rive del Colvera. Preso come segno della volontà della Madre di Gesù, i fedeli ricostruirono la chiesa ed il Santuario rifiorì.

 

 

CHIESETTADI
SANSILVESTRO

Costruzione devozionale assegnata al XVII secolo, eretta in sassi e poi intonacata, fu ristrutturata negli anni venti e nel dopoguerra; riparata di recente con interventi conservativi.

All’interno un unico altare intagliato con le esecuzioni dei Comuzzi; vi è inserita una pala dipinta (1650 ca.) raffigurante i Santi Silvestro, Lorenzo, Giovanni e Valentino.

 

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